Ciao mondo!!

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Eri tu

ti conobbi tempo fa e poi…e ancora non si può descrivere…

eri tu che arrivavi

con capelli lunghi e neri

in mano poche cose

ma molti sogni e desideri

 

sei cresciuta

diventata donna

cambiando gli occhi disincantati

in quelli veri della vita

ma ancora sogni e desideri

 

questa parte di vita

ci ha tenuti lontani

e non lasciandoci avvicinare

fino al punto d’esser antologia

ma ancora sogni e desideri

 

le stesse strade

le stesse risposte

le stesse ore

ma con la mente a mondi diversi

diverso dal desiderato

ma ancora sogni e desideri

 

ancora sogni e disideri

e sarà sempre così

anche quando il sempre meno

sarà la maggior parte

sarà ancor di più di oggi

tra capelli sfilzati

che addolciscono il viso

ora maturo

che allontanano lo sguardo

ora innamorato

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tempo

il tempo, quello giusto, quello vero, quello impreziosito, è andato via…

che sia giusto o sbagliato
vero e non vero
sensato o insensato
un giorno un’immagine struggente
impattò nell’anima
e senza aver visto
sentito
vissuto
altro
ora piange il tempo
per aver fermato le lancette
e congelato quel momento prezioso
che cerca di viver in qualcosa
che solo in parte e lontanamente potrà esprimersi
in un’altra donna

cosa c’è aldilà del tramonto
tra questi resti di barche desolate
spoglie
moribonde sulla riva
appiglio di gabbiani

cosa c’è nell’anima
tra gole profonde di anfratti buoi
del non ritorno
se tutto ciò che permea
ritornasse vivo

cosa c’è nelle parole d’addio
tra riti e cenni d’intesa
del non poter dire
del non poter promettere
poiché non c’è sostanza da poter impegnare

cosa c’è nei giorni che seguono
se non la speranza di costruire se stessi
mai per egoismo
ma per un giorno poter aver un rifugio
per non cercar di guardar ogni volta oltre l’aria
per poter dar calore
ora che tutto e in moto
ma nulla di certo esiste

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Ti porterò

per sempre ti porterò…

ti porterò dove dormono gli angeli

pace dei sensi

terreno degli dei

 

ti porterò dove la rugiada diventa goccia

arrotolata dal vento

baciata dalle labbra

 

ti porterò dove imparerai a camminare

lontana dalla tua te

luce del tuo spirito

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giocando con la neve

Giocando con la neve imparasti ad amare e dimenticasti l’affrontare.

Nessun marmo è diventato scultura con un solo colpo di scalpello poiché l’idea chiara in mente per essere rappresentata fedelmente chiede piccole sgrossature, aggiustamenti, limature, che sia musica, un’immagine, una rappresentazione teatrale.un pezzo di marmo, un foglio, una tela, un vestito all’inizio è solo un supporto che riflette materialmente l’idea, che dopo esser passata dal pensiero all’oggetto, con quest’ultimo impregnato di essa, inizia a vivere, e ne svela il mistero.così, marmi, fogli, teli, vestiti non esistono più e resta lei immortale, in mezzo a piccoli pezzettini di marmo, fogli, tela, stoffa come traccia di tutti quei colpi di scalpello, che sono tanti per quella passione di chi difende fino all’ultimo un’idea.

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Me lo ha detto l’aria

Ad un fiore che vive la sua età senza complicarsi l’esistenza
 
Le strade che percorrerai
lì dove non so dove andrai
chissà se le mie le ricorderai
 
Un risveglio ancora dormente
tra lenzuola arricciate dolcemente
chissà se sarai amata veramente
 
Un posto ad una tavola a te dedicato
nella speranza che non l’avessi dimenticato
chissà se lo avevi amato
 
Ami il tempo che non termina mai
rallenti e poi acceleri per non ritrovarti nei guai
chissà quando sarà la prossima volta che mi incontrerai

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che dire, che fare

Che dire, che fare
 
milioni di rose
schiudono perdono
raccolgo un petalo
cercando d’ immaginare
cosa c’è stato
in torno a lui
 
tappeto rosso
ammorbidisci il passo
restante col germoglio
a mezz’aria
che s’interroga ancora
se prender come vera una frase
volo via
non cartarmi parole
che dire
che fare
 
non accender candele
non dirmi dove sarà la mia vita
non le credo più
ancora di primavera
lasciami volare
non cartarmi parole
non accender candele
poggiate sul tavolo
non dirmi dove sarà la mia vita
che dire
che fare
 
ora lo so
ora lo so
 
 
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